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lunedì 29 giugno 2015

Mormorando ad una valigia

Non sono mai stata brava a fare le valigie.

 Sono le 4 di notte e stiro. Magliette, e pantaloni. E pantaloncini. E canotte.
Per il fetente, che domani partirà per 4 giorni. E di tutte queste magliette, e pantaloni, ed annessi, e connessi, è già tanto se se ne cambierà un centesimo, mutande e calzini compresi (perché, quelli pure si cambiano ogni giorno ? mi ha chiesto una volta).


 Non sono mai stata brava a fare le valigie.
Sono le 4 e un quarto di notte e già mi manca già il fetente.
Anche se starà lontano solo per 4 giorni.
Anche se io e lui passiamo il 99,9999999 per cento del nostro tempo ad accapigliarci per ogni cosa.
Anche se ci sono volte che riesce a farmi star male perché mi fa sentire invisibile con la sua presunzione e testardaggine.


 Non sono mai stata brava a far le valigie.
Cerco sempre tutte le occasioni possibili per farlo stare insieme ai suoi coetanei, e renderlo indipendente e felice.
Quindi adesso ritornerò a stirare, consapevole che è tutto inutile, ed userà un milionesimo di quel che gli dò,
E magari metterà la t-shirt smanicata con 12 gradi fuori, e sentirà freddo.
Ma sopravviverà uguale, ed è inutile che sto 3 ore a spiegargli come gli ho disposto le cose.
Perché, si sa, io non sono mai stata brava a far le valigie.


 Ma quello è il mio bambino, ed io lo amo più di ogni altra cosa al mondo.
Ed un giorno mi perdonerà di non esser brava a far le valigie.

sabato 24 agosto 2013

Quell'urlo di rabbia del cuore



La donnina minuta riprese a spazzare, quasi a far finta di nulla.
Un'alba tersa e limpida spuntava all'orizzonte, mentre la ragazza metteva in macchina le ultime cose.
Il cane, come se avesse capito tutto , non perdeva di vista un solo momento la vettura e quando la padrona le disse : Andiamo a casa ? saltò subito in macchina.
Un nuovo giorno nasceva in quelle ore, ma l'aria era lieve, come una carezza.
È tutto sbagliato, si disse la ragazza, mentre abbracciava la madre che tentava, pudica di sfuggire all'abbraccio.
Ci è negata la possibilità di vederli invecchiare, di condividere con loro la nostra quotidianità.
Chè una telefonata al giorno è troppo poco, ed il tempo passato con chi ami non è mai abbastanza .
È tutto sbagliato, pensò di nuovo guardando suo figlio salutare il nonno che in modo timido nascondeva la sua malinconia.
Al mio popolo di poeti, letterati e lavoratori, spesso bistrattati e giudicati senza conoscere la nostra storia e le nostre difficoltà.
A chi lascia la propria terra in cerca di una dignità lavorativa ... Ma in cambio rinuncia a una parte di se stesso.
Alle famiglie private dei figli, dei nipoti, della gioia della vita quotidiana, del conforto e della sicurezza di una persona fidata in un momento di difficoltà.
A chi ha il coraggio di andar via, ma non rinnega mai le proprie origini, anzi, le pone alla base del proprio futuro.
E a chi, orgogliosamente, cocciutamente e sensibilmente, non teme di urlare a gran voce ciò che prova.
Arrivederci Sicilia ... ❤

lunedì 22 ottobre 2012

Una fatina in prova a Terra di Laggiù : EPILOGO

 

Il vento soffiava impetuoso a Terra di Laggiù,
ed il suono dei mughetti tintinnanti
si propagava dalla valle fino alle montagne.

Una strana malinconia pervase la piccola fatina,
ed Emma corse a guardare la distesa di fiori.

Tra loro uno,
ancora chiuso, e non ancora sbocciato,
cominciò la sua danza,
e lei capì che così iniziava il suo viaggio fino a Dio.

Poi la piccola fu attirata
da uno specchio d'acqua da cui piccole farfalle di luce
si ergevano verso il cielo.

S'avvicinò
e la vide
:
   Mamma ...

chiamò con voce rotta di commozione.

La figura eterea di donna
sorrise alla bambina,
e con voce tenera le disse
:
Ricorda sempre,
piccola mia
che io sarò in te
e tu in me.

Ed ora vai,
e cerca la tua strada.

Ed in quel momento
la figura adulta e la piccola fatina
divennero un tutt'uno,
e come per incanto,
Emma si vide giovinetta
e capì qual'era il suo destino.

E dalla valle dei mughetti
un arcobaleno si levò fino a Dio......

 
Se sei in difficoltà non disperare,
guarda dentro di te
e prova a rientrare in contatto con la tua anima,
rilassati e lasciati andare
:
sentirai il respiro del mondo.

A voi,
compagni coraggiosi del mio cammino,
per avermi spinta a esprimere
la ricchezza che ho dentro il mio cuore tumultuoso.

Marina di Cerveteri, li 22/10/2012