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lunedì 22 ottobre 2012

Una fatina in prova a Terra di Laggiù : EPILOGO

 

Il vento soffiava impetuoso a Terra di Laggiù,
ed il suono dei mughetti tintinnanti
si propagava dalla valle fino alle montagne.

Una strana malinconia pervase la piccola fatina,
ed Emma corse a guardare la distesa di fiori.

Tra loro uno,
ancora chiuso, e non ancora sbocciato,
cominciò la sua danza,
e lei capì che così iniziava il suo viaggio fino a Dio.

Poi la piccola fu attirata
da uno specchio d'acqua da cui piccole farfalle di luce
si ergevano verso il cielo.

S'avvicinò
e la vide
:
   Mamma ...

chiamò con voce rotta di commozione.

La figura eterea di donna
sorrise alla bambina,
e con voce tenera le disse
:
Ricorda sempre,
piccola mia
che io sarò in te
e tu in me.

Ed ora vai,
e cerca la tua strada.

Ed in quel momento
la figura adulta e la piccola fatina
divennero un tutt'uno,
e come per incanto,
Emma si vide giovinetta
e capì qual'era il suo destino.

E dalla valle dei mughetti
un arcobaleno si levò fino a Dio......

 
Se sei in difficoltà non disperare,
guarda dentro di te
e prova a rientrare in contatto con la tua anima,
rilassati e lasciati andare
:
sentirai il respiro del mondo.

A voi,
compagni coraggiosi del mio cammino,
per avermi spinta a esprimere
la ricchezza che ho dentro il mio cuore tumultuoso.

Marina di Cerveteri, li 22/10/2012


domenica 30 settembre 2012

UNA FATINA IN PROVA A TERRA DI LAGGIU' Capitolo 3 : Frammenti di luce


Capitolo terzo
:
Frammenti di luce


L'alba di un giorno nuovo spuntava nella valle,
e l'odore dei fiori bagnati dalla rugiada si spandeva nell'aria,
pungente ed insieme corroborante.

Camminavano di passo buono,
chè la strada era tanta da fare,
e la notte sarebbe venuta presto a Terra di Laggiù.

Ogni tanto Matilde si fermava
a far prender fiato alla bambina,
che, insaziabile di curiosità,
continuava ad osservare estasiata ogni creatura incontrata .

Ed ogni volta era come se accadesse un piccolo miracolo,
perchè Emma parlava alla natura
e la natura le parlava di lei.

E ad ogni passo la fata bambina
si convinceva della meraviglia dell'universo.

Ma ancora non riusciva a capire
dove potesse essere nascosto
l'ingrediente misterioso che rendeva ogni piatto magico.

Camminarono fino a sera,
poi ad un tratto Matilde si fermò,
ed indicando una piccola luce all'orizzonte
spiegò alla bambina
:
Eccoci finalmente alla meta,

questo è il Villaggio delle 12 stelle.
Qui troveremo riparo,
e tu proverai a cercare le risposte alle tue domande.

Si inoltrarono tra lunghi filari di alberi secolari,
e seguendo il sentiero
giunsero dinanzi ad un grande mulino,
alla cui sommità vi erano enormi cupole colorate,
che sfruttando l'energia infinita dello spettro solare,
riuscivano a muovere le grandi macine in maniera costante.

Matilde s'avviò alla ricerca del mugnaio,
ma tornò poco dopo con aria perplessa.

Strano, pensò,
non è da lui lasciare il mulino incustodito.
Ma dove si sarà cacciato quel vecchio testone ?


Furono distratte da un gran via vai di buffi omini che,
con fare pomposo e di gran fretta,
scaricavano sacchi e sacchi in una piazzola poco distante.

Per favore,
accennò la fatina timida ad uno di loro che pareva riprender fiato prima di lavorare,
stiam cercando Messer Nico,
e veniamo da lontano,
potreste dirci dove andare ?

La risposta fu un'occhiata scocciata e sbrigativa,
prima di apprestarsi a riprendere di nuovo a sfaccendare.

Per favore,
riprese la fatina impaziente,
rivolgendosi adesso a due di loro,
che coperti da capo a piedi da una veste dorata,
davano istruzioni agli altri indicando dove posare quella o l'altra cassa.

Che succede qui ?
Perchè mi disturbi ?
Non sai che oggi qui è un giorno particolare ?
Si prepara il pane della festa
e tutto il villaggio è impegnato nella sua realizzazione.

Emma guardò la sua madrina con aria smarrita




e Matilde così le spiegò :
Vedi piccina,
questo è il villaggio delle 12 stelle.

Tanto, ma tanto tempo fa,
quando la natura era un tutt'uno con il cuore dell'uomo,
prevedendo che prima o poi
avidità ed egoismo avrebbero distrutto l'idillio,
fu creato un piccolo angolo magico,
in cui amore, passione e condivisione,
fossero le regole di vita comune,
per ricordare al mondo
che non tutto è perduto,
e che anime sorelle possono ritrovarsi nel buio
e creare, costruendolo,
un angolo di felicità.

Il villaggio fu diviso in 12 case,
una per ogni mese dell'anno
e ad ognuna fu assegnata una stella.

Una volta al mese
gli abitanti di tutto il villaggio,
si riuniscono tutti
per creare un piatto che simboleggia il mese corrente.

Oggi è la volta della stella di dicembre,
e al Villaggio si prepara il pane della festa.

Emma si guardò intorno
:
ora le casse erano state aperte,
e leccornie di ogni tipo traboccavano da esse.

Dalla lontana isola tripunte
erano stati inviate profumate essenze agrumate,
e miss Cameron aveva scelto personalmente dal suo giardino
le mandorle più saporite,
ed il mascarpone più denso
preparato dal latte delle mucche del villaggio.

Cereali, semi vari, succhi di uvamela,
bottiglie di cioccomella,
una golosa crema al cioccolato e marshmallows.

C'era da svenire dalla fame....
e difatti si sentì ad un tratto un curioso rumorino...

....e la fatina imbarazzata accarezzò il suo pancino
che brontolava per la fame.

Benvenute al Villaggio,
tuonò una voce possente dietro a loro.

Messer Nico era tornato,
e abbracciando l'amica ritrovata,
già le conduceva ad un caldo focolare
in una casa accanto il mulino,
ove poterono ristorarsi dalle fatiche del cammino.

Il villaggio brillava di luci,
che da ogni casa si riversavano nelle strade,
come siepi di minuscoli fiorellini.

Dall'una un odore di biscotti fragranti
invadeva l'aria e invitava all'assaggio.

Dall'altra l'aroma di un succulente arrosto
confondeva i sensi e faceva ritornar fame.

Agli angoli delle strade
12 stelle, una per ogni casa,
facevano da cassetta per le comunicazioni ,
ed una volta al mese il
gran ciamberliere
recapitava agli abitanti
le istruzioni
per la nuova festa,
e gli ingredienti da ricercare e le ricette da seguire.

Deve essere per forza qui l'ingrediente segreto,
si disse convinta la fatina,
ammirando la casa della decima stella,
su cui troneggiava
un granchio.
Era stata allestita nella piazza del villaggio
un'enorme tavolata per la festa dell'indomani
e le nonne, gioiose,
apparecchiavano con i nipoti,
mentre le madri con il loro allegro ciacolare
finivano le decorazioni delle portate
ed i padri preparavano la legna
per il forno dove si sarebbe cotto il pane.

Sù, madrina, portami a cercare casa per casa,
disse impaziente la bimba....

Non aver fretta,
osserva e rifletti,
rispose Matilde paziente

ed ora vieni con me ,
devo ancora mostrarti una cosa
prima che il giorno volga alla fine.
Camminarono con passo lieve e leggero,
rallegrate dalla gioia respirata al villaggio,
e giunsero così all'ottava casa.

Aveva una forma stretta e affusolata,
e pareti trasparenti lasciavano vedere i contenuti delle stanze
:
tra le altre una spiccava per la sua particolarità.

Vi erano tanti specchi,
di ogni foggia e misura,
ed ognuno rifletteva un particolare aspetto di chi entrava in quell'ambiente.

Questa è la casa di Fata Cassiopea,
spiegò Matilde ad Emma,
lei è la custode del villaggio,
colei che deve vigilare affinchè questo luogo rimanga inviolato.

Aprirono dolcemente la porta della casa,
e s'inerpicarono attraverso una lunga scala
che percorreva l'abitazione,
illuminata da luci soffuse che trasmettevano pace e serenità.

Giunte in cima si trovarono in un patio
dal quale,
meraviglia !
era possibile ammirare il cielo stellato più bello che Emma potesse aver mai visto.

Allora, ti piace ?
La voce melodiosa di Cassiopea risuonò nell'aria.
E' uno degli spettacoli più belli che abbia mai veduto,
disse commossa la bambina
restando a naso in sù.
Vedi Emma,
un tempo eravamo stelle,
finite sulla terra perchè desiderose di onnipotenza.
La superbia fu punita
e dimenticammo la nostra essenza di luce.

Ma a volte capita,
nel delirio del non senso quotidiano,
in momenti buoni o in momenti tristi,
capita che nel cercare inconsapevole di avvicinarci alla perfezione,
che dei frammenti di luce emergano
e quelle anime si riconoscano
e si ritrovino sorelle,
e le parti sbrilluccicanti
che ricordano
il momento in cui eravamo dèi,
si compongano in un puzzle di energia positiva
che ci aiuta a rendere più accettabile la nostra imperfezione,
e a volerci un pò più di bene.

Un giorno torneremo stelle,
un giorno....

Intanto.....
se scorgi un chiarore nel buio,
osserva con animo puro :
potresti scorgere un frammento di luce.
E' il miracolo della vita.
Ed è il miracolo dell'amore.

Nella tua ricerca
non dimenticare ciò che ti ho detto
e ricorda
:
non sempre la soluzione a ciò che cerchiamo è lontana,
a volte è sotto i nostri occhi,
ma siamo troppo presi da altre cose per vederla.


Fu con queste parole
che Cassiopea si congedò
e Matilde e la fatina in prova
tornarono alla casa del loro ospite,
a riposare per la notte.

Quante emozioni in un giorno solo !
disse tenera la più grande alla più piccina,
era giunto già il momento del distacco,
e occorreva tornare sulla via di casa.

Riposa bene stanotte,
perchè domani ci si rimette in cammino.
Ma come !
E la festa del villaggio ?
disse delusa la bambina.

Il tempo stringe e la tua ricerca volge quasi alla fine.
Fata Vaniglia ti aspetta,
tu hai tutto ciò che ti occorre per capire,
ora rifletti solo,
ed apri la tua anima a ciò che ti è intorno,

disse decisa la madrina,
poi la cinse col suo lungo mantello
e la portò al focolare.

UNA FATINA IN PROVA A TERRA DI LAGGIU' Capitolo 2 : La valle dei mughetti tintinnanti


Capitolo 2 :
La valle dei mughetti tintinnanti

L'avevamo lasciata così
:
La fatina si sentì rigenerata,
poi guardò la nonna e disse trionfante
con una luce negli occhi :

Ho capito dove cercare....
e facendo risuonare tutta la valle con i suoi risolini
corse via
danzando nel vento ....

Ed ecco come continua la nostra storia
:

Ma dove corri ?urlò fata Vaniglia alla fatina irrequieta
che, nel frattempo,
aveva già raggiunto il fondovalle.

-
Devo andare a trovare Fata Matilde,
sono certa che avrà la risposta alla mia domanda -
rispose la bimbetta.

Correndo incespicò nella radice di una pianta.
Hai, che dolore !
si sentì.
Vai più piano,
così mi fai male !

Chi parla ?
chiese la bimba sgranando i suoi grandi occhi color nocciola.

Sono io...
rispose la pianta vicino a lei.

Emma si avvicinò incuriosita
e la guardò meglio :
aveva l'aspetto di una grossa nuvola rosa
cui erano appesi grossi frutti gialli
con puntini neri.

Chi sei ?
O cosa....sei ?
chiese la fatina.

Sono un cespuglio di cedràgola,
fu la risposta.

Mai sentito nominare
- disse sospettosa la fatina,
ed annusò un frutto.

Assaggiane uno !
- insistè la pianta -
ma non tirare troppo forte nel prenderlo,
la ammonì.

Emma prese delicatamente il frutto e lo assaporò :
aveva il profumo del limone
ed il sapore della fragola.

Perfetto per una sera d'estate
- pensò la cuochina in erba -
da usare in una granita,
o nel famoso Cheesecake di Fata Sacherina,
la Fata Pasticcera Capo,
che si dava arie di gran chef,
ma,
le cui torte,
a Emma non piacevano,
non si spiegava il come ed il perchè,
ma c'era qualcosa che non le tornava
ogni volta che leggeva o assaggiava
una delle sue ricette,
come se mancasse qualcosa....

Sarà mica l'aroma di cedràgola ?
- si chiese la bimba -
e, per sicurezza,
ripose il frutto tra le pieghe del suo tutù.
Poi garbatamente salutò e si rimise in cammino.

Intanto il cielo si colorava dei colori dell'arcobaleno :
stavano iniziando i preparativi della festa annuale
e tutti gli abitanti di Terra di Laggiù
si preparavano all'evento.

Stormi di rondini dal becco rosa
provavano le coreografie aeree con i fenicotteri rossi.

Sul prato delle margherite lilla era stato allestito un palco
e lì,

la banda diretta da Fata Viola,
specializzatasi al Conservatorio delle Arpe Celesti,
provava una dolce sinfonia.

Il coro degli usignoli intonò l'inno
All You Nids Is Love,
composto dallo gnomo Poeta John,
gli animali del bosco si adunarono intorno al palco

in un religioso silenzio,
e per un attimo il tempo si fermò.

Fu tale la commozione seguita al brano
che Mastro Gufo Gran Cerimoniere
e Miss Tacchinella

che, invece, si occupava di tessere i costumi,
si scontrarono per sbaglio,
e ne uscì fuori una gran pioggia di piume.

Il che provocò a catena una gran quantità di fatti,
che non sta a noi adesso raccontare....

Ma torniamo alla nostra fatina....
dove sarà mai finita in tutta questa confusione ?

Sazia del pasto inatteso
s'era appisolata sul prato
quando fu svegliata dai risolini divertiti degli orchestrali che avevano appena assistito
all'inatteso siparietto.

Si destò,
e si rimise in cammino aumentando il passo,
arrivava l'imbrunire,
e per allora voleva essere a destinazione.

Superò correndo il Lago delle farfalle
e, finalmente,
giunse alla sua meta.

Imboccò un viottolo scosceso,
quasi nascosto da rampicanti con minuscoli fiori
gialli e rosa perla.

Poi, sull'uscio di una casetta,
vide Fata Matilde,
intenta a prendersi cura teneramente

delle preziose piante che le erano state affidate.

Bimba mia !
- le disse stringendola a sè -
ero stata avvisata della tua venuta ,
questa notte sarai mia ospite,
e domani ti accompagnerò dove vuoi,
ma non posso prometterti che alla fine
la tua ricerca sarà conclusa.

L'importante è tentare...
- disse saggia la bimba -
e Matilde si commosse,
pensando che la sua figlioccia era già diventata grande.

Voi vi chiederete,
ma dove abitano le fate ?

Sssssh....questo è un segreto !

Vi dirò solo che ognuna di loro
ha una casetta fatta a misura della sua abitante
che, quasi sempre,
la costruisce e la personalizza,
rendendola impossibile da replicare.

La casa di Matilde era stata ricavata all'interno di un albero di gelsomino,
ed il profumo inebriante dei fiori inondava l'aria
trasmettendo eccitazione per il futuro, e nel contempo serenità e tranquillità.

Emma sbadigliò assonnata,
era ora di riposare,
la giornata seguente sarebbe stata densa di emozioni.

Appoggiò la testolina sul giaciglio
di petali e fili d'erba intrecciati sapientemente tra loro e s'addormentò.

Fu svegliata,
quasi all'arrivo dell'alba,
dal rumore di un dolce tintinnìo proveniente dalla sua finestra.

Ancora tra la veglia e l'incoscienza
rimase beata a riposare per un pò.
Poi, incuriosita,
decise di scoprire cos'era quel suono misterioso.

Solo allora si accorse che l'albero di gelsomino,
che ospitava la casa di Fata Matilde,
si ergeva su una valle di bellissimi, meravigliosi
e minuscoli mughetti.

Ma, ancora,
non riusciva a capire cosa fosse a provocare il suono udito.

Si stropicciò gli occhi,
si stirò per bene il tutù
e corse in cucina,
dove una premurosa Fata Matilde
stava preparando il necessario per il viaggio che avrebbero fatto quel giorno.

Vedo che siamo mattiniere,
- disse alla bimbetta impaziente -
Bene, vuol dire che partiremo prima,
sei pronta ?

Emma guardò oltre la finestra :
il cielo adesso pareva striato da venature tra il grigio ed il lilla,
ed una tenue brezza mattutina
si alzava nell'aria
e con il suo tepore riscaldava corpo ed anima di chi la percepiva.

Poi si intese di nuovo :

Din din...Din din...

Stavolta la fatina non ebbe più dubbi :
il suono proveniva dalla valle dei mughetti.

Così domandò impaziente alla madrina

:
Prima di partire
vorrei sapere cos'è questo strano tintinnìo
che s'ode a tratti nella valle.

Fata Matilde la prese per mano,
ed insieme volarono tra i mughetti ondeggianti,
che si muovevano al ritmo del vento,
quasi a formare una danza.

Li vedi questi minuscoli fiorellini ?
- disse la più grande alla più piccina -

sono i bambini che stanno per venire al mondo.

Ma,
talvolta capita
che il Buon Dio ne voglia tenere qualcuno con sè,
per renderli parte di un progetto più grande.
Così,
quando questo avviene,
ed il bimbo non viene concepito,
o muore nel grembo della mamma prima di essere nato ,
il fiorellino che racchiude la sua anima,
il mughetto che, tra gli altri, vedi nella valle,
danzando accompagna la sua anima a Dio,
ed il tintinnìo che senti è il suono del suo frammento di luce che arriva in cielo.

Oh !
- disse commossa la bambina,
piangendo addolorata. -

Perchè piangi ?
- la confortò Matilde,
guardando il cielo ora striato di luci argentate -

ogni stella riempirà di luce il cammino
di chi l'ha amata,
di chi l'ha cercata
anche se non l'ha avuta.

E la consapevolezza di aver cercato sempre l'amore,
anche a rischio di non vedere il proprio sogno realizzato,
darà a colei che ama la speranza di cambiare il mondo,
rendendolo un posto migliore.

Non capisco
- disse Emma -
capirai un giorno,

 mormorò la madrina stringendola in un abbraccio .
Ed ora mettiamoci in viaggio,
ci aspetta un lungo cammino....

To be continued.....


domenica 16 settembre 2012

UNA FATINA IN PROVA A TERRA DI LAGGIU' Capitolo 1 : Il segreto delle fate

C'è bisogno di fiabe in questo mondo,
per sognare,
per sperare.

Questa è la mia favola
:
Una fatina in prova a Terra di Laggiù



Capitolo 1 :
Il segreto delle fate


In un luogo lontano,
situato
tra le isole del fuoco
e la terra del vento,
nascosto alla curiosità
degli uomini
da foreste di piume,

esiste una terra
popolata da creature magiche
e animali fatati.

Emma strusciò il suo nasino
contro un cedro azzurrato.
Una polvere luminescente
le si posò sul tutù
e lei, contenta,
battè i piedini
canticchiando la sua nenia preferita.

Curiosa come sempre
si mise alla ricerca della spezia misteriosa.
Odorò l'albero della menta.

Strano,
pensò,
odorava di cioccolata,
non era neanche questo
l'ingrediente misterioso
che doveva scoprire
se voleva diventare una fata aiutante ,
lei, fatina appena sbocciata.

Sistemò la sua gonna di petali di fiori :
ce la farò,
si disse convinta.

Non aveva alcuna fretta dopotutto.

Riprese il suo allegro girovagare.
Si tuffò in un mare di margherite lilla,
per riemergere poco più in là
tra lo svolazzare di rondini dal becco rosa.

Poi di fronte a lei
vide l'Oceano di panna
dove gruppi di salmoni dalle squame perlescenti si rincorrevano giocosi senza temere di venir pescati.

Fu portata a riva da un branco di delfini,
e poi, esausta,
si sdraiò su un tappeto di ninfee,
e si mise a contemplare l'orizzonte.
Il cielo si fondeva con il mare,
colorandosi di tutti i colori dell'arcobaleno.

Sentì un gorgoglìo,
forse erano i fiumi di latte,
pensò,
poi si accorse che era il suo pancino.

Ho sete, mormorò accarezzandola,
ad una tartaruga di mare che profumava di pane appena sformato.

Emma battè i piedini,
si pulì il tutù accennando una piroetta,
e si diresse verso casa.

Le fate di Terra di Laggiù
sono un popolo particolare,
Per loro la cucina è un'arte speciale,
tramandata da nonna a nipote,
attraverso riti millenari
che collegano i desideri dei singoli abitanti
all'equilibrio della natura.

Per questo le piante e gli alberi di qui
stupirebbero molti umani,
che poi vorrebbero impossessarsene.

La nonna si diresse verso l'albero della crema ganache,
ed una sinfonia cominciò a propagarsi fino alla valle.

Era una musica che trasmetteva gioia e appagamento,
e questo era nulla in confronto al sapore estatico provato da chi aveva assaggiato la crema magica.

Nella quale
c'era un ingrediente segreto,
di cui era depositaria solo una fata per ogni generazione.

Arrivata all'età di 7 anni
la fatina prescelta
cominciava la ricerca
della ricetta
per la magica alchimìa,
e solo a viaggio finito
la fanciulla riceveva in dono
il potere di mediare
tra le forze della natura.

Un Micio spelacchiato,
che aveva appena ingurgitato
una strana zuppa di pesce,
si fermò incantato
ascoltando le note
ed Emma,
incrociandolo con i suoi occhioni sgranati
lo chiamò per fargli delle carezzine.

Il gatto barcollando si diresse invece verso una grossa ruota posta sul prato fiorito, sulla quale erano disposte golose zuppiere traboccanti di verdure croccanti
cotte in modo biologico.

Nonna,
chiamò la bimba,
son qua....
e con un balzo fu subito in braccio alla nonnina.

Fata Teresa
le scostò i lunghi capelli ribelli e se la guardò con immensa tenerezza.

Emma la curiosa,
capace di mettere a soqquadro valli e montagne con la sua sete di sapere...

Emma la generosa,
che lo scorso inverno
aveva costruito un rifugio
per gli unicorni dall'ala dorata,
così che potessero riposarsi
dopo aver aiutato le fate
a ricostruire il cielo degli arcobaleni,
ogni giorno un pò più fragile
ad ogni silenzio, solitudine ed egoismo degli esseri umani.

Per un tempo,
che parve infinito,
parve volerla proteggere con tutto il suo amore,
come se il suo cuore di nonna
potesse crearle uno scudo
affrancandola per sempre
da qualsiasi delusione,
paura e dolore.

Tra poco avrebbe affidato
il futuro e le speranze
di Terra di Laggiù
alla nipotina.

Sempre che lei,
fosse stata in grado di svelare il mistero...

Ma doveva scoprirlo da sola,
come una stella che brilla di luce propria.

Emma bevve avidamente
il nettare premurosamente
offertole dalla Fata : succo di melacòmero.

Si sentì rigenerata,
poi guardò la nonna e disse trionfante
con una luce negli occhi :

Ho capito dove cercare....

e facendo risuonare tutta la valle con i suoi risolini
corse via
danzando nel vento ....