domenica 2 marzo 2014

La musica nel cuore



Ci sono muri costruiti dall'uomo
che nessuno può valicare.
Ci sono barriere
invisibili eppur solide,
più di cavi d'acciaio.
Ci sono confini
che l'individuo mette a difesa dell'io
le cui sentinelle fanno da guardie armate
per proteggere tesori preziosi
e salvare, integra, l'anima.

Questa è la storia di come un'anima imparò a parlare,
di come la magia della musica
 possa riuscire a cambiare le dimensioni in cui si rivela lo spirito,
e l'aprirsi al mondo sia la causa di una rinascita.

Si chiamava Andrea.
Andrea e basta.
Un nome corto e breve come la sua vita fino ad allora.
Un nome da maschio in un corpo da giovinetta appena accennata.

Un volto che pareva intagliato nel legno,
coi lineamenti semplici ma pieni di grazia,
quasi virginali e pieni di una dolcezza senza tempo.
E l'espressione matura e assorta,

di chi era cresciuta in un suo mondo particolare.

Un luogo fatto di grandi sogni e piccoli bisogni.
Un mondo in cui non tutti potevano entrare.
Un luogo
ai margini del quale ci si doveva fermare,
come spettatori muti e immobili.
Per poi provare,
in punta di piedi,
a immaginare i pensieri che le affollavano il cuore.
Era stata abbandonata Andrea,
ma non in senso fisico,
peggio,
aveva subito l'abbandono affettivo.
Da parte di genitori troppo presi a sopravvivere a loro stessi,

per potersi occupare di lei,
che alla fine aveva imparato a cavarsela da sola.

Così si era costruita una corazza.
Un duro carapace che nessuno avrebbe potuto scalfire.
Un'armatura impenetrabile che non avrebbe più permesso a nessuno di farla soffrire.
Perché credere alle fiabe è cosa da bambini,

e lei non poteva permettersi di essere bambina.
Un bambino spera,

un bambino si emoziona,
un bambino si fida.
Un bambino crede,
un bambino si stupisce,
un bambino si smarrisce.
E l'unico modo che conosceva per non essere bambina,
era eliminare le emozioni,
e ciò che poteva provocarle inconsapevolmente.

Era successo così,
che la bambina aveva cominciato a rifiutare la musica,
in ogni sua forma,
perché percepiva che i suoni dell'anima
la mettevano in comunicazione con la parte più recondita di sé,
quella che lei voleva disperatamente nascondere.

Era una brava bambina Andrea,

studiosa e diligente a scuola,
premurosa con gli altri fanciulli,
verso cui manifestava una grande empatia,
quasi a compensare l'amore negato.
Ma, quando arrivava l'ora di musica,

proprio non ne voleva sapere,
si irrigidiva, e mettendo le braccia conserte,
si rifiutava di far lezione,
a costo di finir dalla preside.
Così piccina, eppure così determinata,

perché, in modo inconscio, aveva già capito una grande verità
:
che la musica ti innalza in alto,

facendoti sognare,
riuscendo a carpire l'anima dell'universo,
e rendendoti parte di un insieme più grande,
in cui altri spiriti si fondono al tuo.
Ma,

 se sei solo non puoi permetterti di sognare.

Finché...

la vita è strana,
e quando meno te l'aspetti ti regala degli incontri.
Che ti spalancano dimensioni sconosciute,
ti rivelano aspetti di te che non conosci,
e come un gioco di specchi ti costringono a guardarti dentro,
e a reagire,
per sentirti vivo !

Lo incontrò una mattina di fine maggio,
mentre tornava a casa da scuola.
Un cantante di strada,

avrà avuto 18 anni o poco più.
Sul capo un cappello a dargli un'aria scanzonata e sbarazzina.

Un soprabito lungo quasi a coprirlo non dal freddo,
ma a proteggerlo dalla curiosità della gente.
E due occhi verdi macchiati di nocciola,
 che illuminavano il mondo di chi incrociava lo sguardo con il suo.
In mano una chitarra,
e nel cuore la certezza che bisogna cogliere l'attimo.

Dapprincipio fu attirata non dalla musica,

ma dall'aria familiare che il giovane aveva,
quasi come se....
come se in lui, inspiegabilmente,
 riconoscesse uno spirito affine.

Si sorprese ad osservarlo timida,

e ad arrossire nel farlo.
Quasi un mistero,

visto che per lei egli era sconosciuto.
Poi,
quando il ragazzo si accinse a suonare,
si accorse di essere inchiodata al suolo della strada,
e, per una volta,
di non riuscire a scappare.

Le note della musica si sparsero nell'aria,

e Andrea fu trasportata in un'altra dimensione.
Un posto in cui spirito e anima potevano esser liberi di realizzare la propria vera essenza.
Un "non luogo" in cui cielo e terra, fuoco e acqua,

si fondevano per diventare elementi trascendentali,
in cui trovavano origine gli archetipi espressione dell'uomo.
Come un'essenza pura e magica,
la musica la penetrava facendola vibrare.

Dapprima fu come essere travolta da uno tsunami,

che tutto avvolge e sconvolge.
Ma poi, una volta riavutasi,

avvenne ciò che non si sarebbe mai aspettata.
Che le stava succedendo ?
si chiese allarmata.
All'improvviso il suo cuore aveva rallentato,

come calmato da una mano che la cullava.
Riusciva a sentire ogni singola emozione che percepiva,

ma non ne aveva più paura,
anzi, ne era gratificata.
Una commozione indicibile la pervase tutta,

e d'improvviso,
dopo tanto tempo,
si sentì libera e viva.
Cominciò a piangere,
di un pianto liberatorio che ti purifica e ti restituisce,
finalmente,
alla vita.
Percepì che da qualche parte,

nel mondo,
c'erano altri spiriti che provavano ciò che sentiva lei.
Si sentì in pace con se stessa,

e capì, che da quel momento,

non sarebbe stata mai più sola.

In omaggio al Maestro Ennio Morricone,
la cui colonna sonora di "Nuovo Cinema Paradiso",
mi ha accompagnata nello scrivere questo brano.
e ad un caro amico,

che ha fatto della musica la sua ragione di vita...

Credits foto : Nasa/JPL-Caltech
 

6 commenti:

  1. Valeria sei una persona eccezionale! mentre leggevo avrei voluto che il brano non finisse mai! lì dentro c'è tanto anche di me...

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    1. E', in assoluto, uno dei complimenti più belli che mi abbiano mai fatto.
      E detto da te assume un significato ancora più particolare. Grazie infinite :)

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  2. Ho suonato per tanti anni e la musica è stata sempre il mio rifugio, la mia consolazione, la mia valvola di sfogo... semplicemente la mia anima che vola!
    Grazie per avermi regalato questo tuffo nel passato che passato, in realtà, non è!

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  3. Valeria tu sei un'anima pura. Mi piaci.

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