venerdì 21 dicembre 2012

Batti il cinque !







Mamma mia com'era passato il tempo !
sembrava ieri che era estate,
ed invece i giorni frenetici si susseguivano senza sosta,
ed ora era già Natale.

Miriam si guardò intorno
:
la palestra della scuola
era stata decorata dai disegni dei bambini,
un palco improvvisato con una lunga tenda blu,
e le sedie volutamente messe a semicerchio,
ad indicare lo scambio,
e la condivisione.

Man mano che arrivavano i genitori
si cominciavano a riempire i tavoli
per il buffet post recita,
autogestito dalle mamme.

Quest'anno
la preside aveva concesso questo momento,
perché, con i pochi fondi a disposizione,
la scuola aveva bisogno delle famiglie.

E non importa se per preparare i dolcetti ,
Miriam aveva dovuto fare la nottata,
chè il volto dei bimbi
che si illuminava goloso nel vederne uno,
la ripagava di tutte le fatiche.

Si spensero le luci
:
e stavolta la commozione la fece da padrona.

Li aveva cresciuti,
quei bimbi,
molti compagnetti sin dalla materna di suo figlio.

Quelle pesti urlanti che,
anche adesso che non era più rappresentante di classe,
la chiamavano per nome
:
Miriam !
salutavano festanti ogni volta che l'incontravano
davanti a scuola.

Ed ora stavano crescendo,
li ripensò piccini
con le mani in pasta
per fare il pane alla fattoria Salvucci,
poi eccitati e felici  alla partenza per il campo-scuola.

Ripensò ai primi fidanzatini,
a Francesco che a 5 anni
portava la rosa tagliata a Eleonora,
a Daniele e Giorgia,
inseparabili.

Poi le vennero in mente le prime difficoltà,
le prime liti da amici,
suo figlio alzarsi in classe
e chiedere alla maestra
di risolvere un problema con il gruppo.

Aveva tanti difetti Francesco,
ma aveva anche il cuore pieno di correttezza e di generosità,
lui,
sempre pronto per gli altri,
e guai a toccarglieli gli amici,
ruggiva come un leone.

Lo guardò,
sornione,
mentre cantava a gran voce la canzone proposta per la recita.

Sul palco,
in primo piano,
Julie e Isabella conducevano i dialoghi,
sprizzando gioia e facendo moine da ogni lato,
perchè sapevano di essere al centro dell'attenzione.

Sullo sfondo,
il coretto degli altri bimbi,
qualcuno faceva finta di cantare,
timido e quasi vergognoso.
I più si divertivano da matti,
rincorrendosi per il palco a trenini pilotati dalle maestre.

E d'improvviso li vide cambiati,
quasi cresciuti d'un tratto.
Chissà che avrebbero fatto da grandi,
quale sarebbe stato il loro destino.....

Si ritrovò,
senza accorgersene,
a cantare con loro
il brano che,
in quel momento,
riempiva la palestra di un suono dolce e melodioso.

Poi ascoltò meglio le parole
:
parlava di condivisione e solidarietà,
in altre parti del mondo
c'erano altri bimbi meno fortunati di loro,
ed altre mamme che non potevano vivere serene
l'infanzia dei propri figli.

La canzone era la stessa dell'anno scorso,
ma poco male,
quel che contava erano le facce gioiose dei piccoli,
ognuno un micro-universo,
un arcobaleno di emozioni.
Qualcuno avrebbe detto che era il solito messaggio scontato,
ed invece
si ritrovò con una lacrima che le scendeva sulla guancia.

E' proprio vero che sto invecchiando !
pensò sorridendo tra sé e sé.
Poi si volse verso suo figlio
che le veniva incontro contento,
e se lo strinse al cuore.


4 commenti:

  1. Tu dici che quella lacrima scorre perchè stai invecchiando?Io dico che scorre perchèil cuore è colmo d'amore....per la vita, per gli altri...scorre perchè i pensieri volano a scrutarci fino in fondo,lì dove anche noi raramente riusciamo ad arrivare e ci emoziona scoprire che siamo fortunate ....ma allo stesso modo ci emoziona scoprire che qualcuno non lo è ed allora anche una "scontata" canzoncina ci spinge a cercare il profondo degli occhi dei ns figli a cercare amore e speranza.Come sempre arrivi giù giù....baci

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    1. E meno male che sono io quella che scrivo....hai detto tutto tu ^_^
      Un abbraccio !

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