lunedì 22 ottobre 2012

UNA FATINA IN PROVA A TERRA DI LAGGIU' Capitolo 4° : Gea




Un’altra alba si faceva strada
a Terra di Laggiù, e,
mentre la fatina salutava la fata madrina
che,
 commossa,
già si attardava a farle mille raccomandazioni ,
la mente di Emma vagava tra mille pensieri.

Il viaggio cominciava a stancarla
e fata Vaniglia,
la nonna che tanto adorava,
le mancava in un modo per lei inaspettato,
come se le si bloccasse il respiro.

Affrettò il passo,
voleva arrivare alla Cima degli Aironi Blu
prima che il sole fosse alto nel cielo.

Passò veloce il fiume di perle lucenti
che, con le prime luci del mattino,
si coloravano delle sfumature di mille arcobaleni,
si dissetò alla sorgente dell'acqua rosata,
che toglieva la stanchezza e rigenerava come linfa preziosa,
e finalmente giunse all'ingresso della foresta di piume.

Se voleva arrivare a casa in fretta aveva un unico modo
:
attraversarla,
superare la cima degli Aironi,
e, da lì,
avrebbe percorso il sentiero di latte
che l'avrebbe condotta dritta dalla nonna.

Coraggio,
si disse la bambina,
non c'è nulla di cui aver paura,
sono grande io,
mormorò a mezza voce,
quasi per farsi forza da sola.

Strinse tra le mani il suo tutù
e cominciò a camminare tra le fronde degli alberi
e gli stretti rovi della foresta.

Man mano che la bimba proseguiva nel cammino però,
si rendeva conto che c'era qualcosa di strano.
Non capì subito di cosa si trattasse,
si rese conto dopo un pezzo che cosa la turbasse.
E d'improvviso lo udì indistintamente
:
il silenzio .

All'inizio aveva pensato che fossero le grandi piume ovattate,
che con le loro delicate estensioni ricoprivano i sentieri della foresta,
ad attutire i suoni.
Però...
però c'era qualcosa di strano,
neanche un fruscìo, in un'ora di cammino,
neanche una libellula volare.
Ebbe paura, 
e fu allora che la vide....

Una giovinetta,
avrà avuto più o meno 16 anni,
di una bellezza abbagliante eppur primitiva,
vestita di veli perlescenti da capo a piedi,
la stava guardando da un arco fiorito.

Non temere,
si affrettò a dire ad Emma,
non ti farò alcun male  . 

Chi sei ?
e perchè non ti ho sentita arrivare ?
chiese sospettosa la piccina.
Mi chiamo Gea,
sono la fata della speranza,
rispose la fanciulla, e questo è il mio regno.

Perchè non s'ode nulla nel tuo regno ?
chiese ancora la bambina.
Ora ti spiego ,
cominciò a raccontare la più grande
:
 Tanto tempo fa
fu donato agli uomini il potere più bello che potessero amministrare
:
la speranza.

Umani, fate,e tutti gli esseri viventi
coabitavano in un unico grande regno,
in cui l'amore era l'unica legge che vigeva.
Ma il cuore di alcuni di loro
non riusciva a saziarsi di quest'armonia,
e così cercarono un modo di predominare sugli altri,
così che potessero essere i più potenti, i più adulati,
i più ricchi tra loro.

Non capivano che,
in questo modo,
stavano perdendo l'unico vero potere che già era in loro possesso
:
 la speranza di un mondo migliore .

La loro superbia fu punita,
ed i regni furono separati.
Da allora le fate governano a Terra di Laggiù,
e da lì cercano di proteggere gli uomini, e di ridar loro la speranza.
Ma questo non è facile,
perchè è in atto una vera e propria guerra
ogni giorno,
ogni volta che un umano si dimentica la magia della condivisione,
ogni volta che antepone il proprio egoismo
al bene degli altri esseri viventi,
 la foresta di piume si ribella e si infittisce,
e tra le sue folte fronde viene soffocata la speranza.
E con essa la voce del mondo.

Ma ora vieni con me,
disse decisa alla bambina,
il tempo stringe ed il sole è già alto nel cielo,
ti porterò in volo oltre la cima,
così che potrai giungere più in fretta a casa.

In volo ?
domandò Emma un pò preoccupata da quanto aveva sentito.
Ma non ebbe il tempo di dir altro,
che Gea, spiegando le lunghe ali ,
già la portava rapida al di là degli alberi,
al di là dei chiaroscuri della foresta,
oltre la Cima degli aironi dal becco blu,
fino al sentiero di latte.

E là si fermò planando dolcemente.
In bocca al lupo Emma,
la salutò abbracciandola con affetto,
oltre quel crinale,
lungo quel sentiero,
ad un'ora di cammino troverai ciò che cerchi.

E tu che farai ?
chiese apprensiva la fata bambina.
Io continuerò a lottare per ciò che credo, 
e da quaggiù farò di tutto per far capire agli uomini
che non tutto è perduto,
e che la vita riserva ancora tanti tesori che vale la pena di scoprire.
A volte capita che ci sia qualcuno che rinuncia a sperare,
e quando decide di rendere l'anima a Dio,
e di lasciare per sempre questo mondo,
o peggio, muore dentro,
e continua a vivere soffocando ogni emozione, 
io l'accolgo al sicuro nella mia foresta,
aspettando il giorno che ciò che conta veramente
illuminerà con la sua luce abbagliante
i sentieri scoscesi accarezzati dalle piume,
incarnazione delle emozioni di chi ha vissuto,
ma è stato sopraffatto dal mondo ed ha cercato pace.
 
Poi,
vedendo che la bimba piangeva sconfortata,
l'accarezzò di nuovo con le sue lunghe ali, 
e  le disse
:
Non piangere,
il tuo cammino è quasi giunto alla fine,
ed insieme è ad un nuovo inizio,
ciò che cerchi è dentro di te,
e quando lo capirai avrai compiuto la tua missione.
E si librò nell'aria
volando leggera verso l'orizzonte.

Emma,
la fatina in prova,
la fanciulla che, ricordate ?
era alla ricerca del magico ingrediente
che consentiva alle fate di mediare tra le forze della natura,
era giunta dunque alla fine del suo viaggio.

Ma non riusciva a non essere scoraggiata,
stava per tornare da fata Vaniglia
e non aveva raggiunto la sua meta.
L'ingrediente magico restava un mistero,
e la sua insaziabile curiosità era stata sostituita dalla malinconia, e dalla perdita di fiducia in se stessa.

Si fece coraggio,
e cominciò a canticchiare una canzone : 


Nel frattempo,
mentre la bimba camminava,
 la luce del giorno aveva lasciato spazio ad un tramonto struggente ma colmo di aspettative,
sarebbe stata una notte serena quella a venire,
in cui si sarebbe tuffata nel letto morbido della nonna,
ed avrebbe respirato il suo odore rassicurante,
di acqua di colonia di magnolia.

Col cuore in tumulto per queste sensazioni,
la fanciulla accelerò il passo,
ed in breve si trovò vicino casa.
Dalla finestra scorse la nonna intenta a preparare dei cupcakes.
Decise di osservarla
:
forse così le avrebbe carpito l'ingrediente segreto.
Osservò tutto attentamente,
ma per quanto si sforzasse
non riusciva a trovare nessun ingrediente strano nella ricetta.

Ci rinuncio,
si disse sconfitta,
ho fallito miseramente.

Poi la vide creare delle piccole colombine,
una per ogni tortina,
e mettere nel becco degli uccellini delle piccole pergamene.

Riuscì a leggerne il contenuto
:
erano i desideri che un giorno Emma aveva confidato al vento,
i sogni che voleva si realizzassero.

Allora, finalmente,
capì 
:
l'ingrediente misterioso che aveva a lungo cercato era l'amore,
lo stesso che la nonna ci metteva nello sperare
che la nipotina potesse vedere avverati i propri sogni.

Ma la bimba ancora si sentiva inquieta,
era come se ci fosse qualcosa che la turbasse,
che la facesse sentire un fiore non sbocciato.

Così,
prima di entrare in casa,
tornò indietro a cercare una risposta alle sue domande.

 

11 commenti:

  1. meravigliosa!!!!!......................Antonella

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  2. Grazie...è stato faticoso scrivere questo capitolo perchè, giuro, non avevo idea di cosa sarebbe successo nella storia, che ha preso corpo solo strada facendo, durante la notte.
    Però alla fine sono veramente soddisfatta : ho scritto e completato la mia prima favola, ed è strutturata, relativamente originale, e riflette i miei ideali e pensieri.
    :-) E' proprio bello scrivere ! :-)

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  3. Ciao Iacinta, sono Tegolina di cook, appena ho tempo mi leggo la tua favola, intanto mi unisco ai tuoi lettori così non ti perdo di vista, se ti fa piacere passa anche da me, ciao a presto!

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    1. Ma ciao ! :-)
      grazie di essere passata, vado subito a sbirciare il tuo blog !

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  4. ho letto solo le prime righe...devo avere la calma e il tempo, che in questo periodo mi mancano, per leggerti..
    Volevo però dirti che sono strafelice di sapere che posso venire qui e godere di una "buona lettura" ; )
    a prestissimo
    clara

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    1. Ciao Clara, spero che questa mia passione continui....e spero che ti sblocchino presto l'account di facebook ;-)
      Un bacio !

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  5. TESORO...COME SEMPRE ARRIVI AL CUORE, BACIONI!!!

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    1. ..... perchè ci siete voi che collegate il vostro cuore al mio !
      <3 <3 <3

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  6. Valeria...ho detto di là...veramente ho detto veramente poco....con te per te...non ci sono molte parole da dire.....si.....mi piace come scrivi...mi piace perchè arrivi dove nessuno ormai riesce ad arrivare....fai vibrare le corde della mia anima

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    1. dove nessuno ormai riesce ad arrivare....
      prendi un respiro Roberta, e non aver più paura di soffrire..perchè smettere di emozionarsi è come morire....
      Ti mando una carezza alla tua anima che sento in passato è stata ferita, ma so, perchè si sente da ciò che scrivi, che non smetti di donare la parte più bella di te agli altri, anche se a volte ti odieresti per questo.
      Ti abbraccio forte :-)

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    2. In due righe ...hai letto un libro...ti abbraccio anche io

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